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Obbiettivi del corso:

- Sviluppare l’attenzione e la capacità selettiva nella ricerca di tutto ciò che è utile nella produzione di manufatti artistici, di design e di molteplici ambiti produttivi.

- Utilizzazione delle risorse tutoriali e tecniche della rete e di altre fonti open source al fine di acquisire o supportare tali capacità.

- Capacità di allestire laboratori tecnici di produzione a costi contenuti.

Il corso e le sue applicazioni:

Le capacità che il corso si propone di sviluppare hanno diverse possibilità di applicazione.

1/ Il Design.

Sono ormai più di dieci anni che il mondo della progettazione di prodotti per la casa e l’arredamento utilizza materiali riciclati, questa scelta coniuga due aspetti complementari, il riutilizzo di risorse obsolete destinate a trasformarsi in rifiuti di difficile smaltimento e una funzione estetica che alla progettazione ex novo aggiunge un elemento di nostalgia o di risonanza con molte delle poetiche dell’arte contemporanea.

2/ La Produzione artistica.

E’ inutile descrivere quanto il mondo dell’arte contemporanea si sia appropriato di ogni genere di media e di tecnica nel suo sviluppo, dalla

poetica dadaista dell’objet trouvè alle installazioni dell’arte povera, al mondo delle tecnologie elettroniche in continua evoluzione, la scelta è infinita, limitata unicamente dalle scelte poetiche di ciascun artista.

3/ Il Restauro.

Chiunque si dedichi al settore contemporaneo nell’ambito della conservazione, sia dell’arte che del design di modernariato, ha, o dovrebbe avere, un magazzino di “ricambi d’epoca”. I rottami sono spesso la materia prima di queste collezioni, motorini elettrici, contatti e circuiti ormai fuori produzione, viti e bulloni usati, sono indispensabili in molti casi se si vuole un intervento mimetico adeguato, ma anche la capacità di intervenire con i propri mezzi su materiali quali plexiglas e altre materie plastiche, circuiti elettrici, saldature non tradizionali, (per esempio su lamiere sottili), contribuisce ad allargare le competenze e quindi alle possibilità di intervento su manufatti recenti ma datati, costruiti con quello che il mercato offriva all’epoca e che attualmente non è più in produzione, come ad esempio le lampadine a baionetta con cui è illuminata molta dell’arte cinetica degli anni ’50 e ‘60.

Attività del corso:

1/ Progettazione di uno o più manufatti secondo il tema che verrà dato per ogni ciclo formativo.

La progettazione, inizialmente non verrà affrontata per i limiti di tempo del corso, che partirà su uno o più progetti proposti dal docente, verrà tuttavia illustrato il procedimento e si affronterà il work in progress che, lavorando su materiali preesistenti, necessiterà di variazioni in corso d’opera così come l’approvvigionamento dei materiali e delle tecniche adeguate per allestire e costruire i componenti necessari sarà comunque materia progettuale.

Un aspetto fondamentale sarà l’approccio generale all’assemblaggio che dovrà ricercare realizzazioni tecniche di rifinitura e precisione, l’accostamento di materiali usati a materiali nuovi richiederà uno studio approfondito delle modalità di integrazione e di costruzione attraverso una manualità di eccellenza.

Il corso prescinde dalle lavorazioni tradizionali che sono già sviluppate in altri ambiti formativi.

2/ Strumenti di lavoro.

Una volta definito il percorso, si procederà all’allestimento di microlaboratori personali in funzione delle tecniche prescelte, gli strumenti e le loro applicazioni saranno il risultato di ricerche in rete e avranno la funzione collaterale di creare un archivio di risorse open source.

Il reperimento delle risorse e dei materiali diventerà una delle fasi più interessanti del corso, inizialmente si provvederà a una disponibilità di risorse esistenti da integrare con ricerche focalizzate. I prodotti da riusare, o i loro componenti si possono trovare in diversi contesti, dalla cantina di casa ai mercatini di brocante o, ancora meglio, i cosiddetti “Souk”, che offrono una ampia scelta di tecnologie obsolete e materiali di scarto su cui si deve focalizzare un’attenzione mirata e molto selettiva. Altri luoghi di reperimento sono autodemolizioni e vendite di rottami.

Una delle possibili pratiche che verranno proposte, se ci saranno le condizioni e il tempo di farlo, è la visita a mercatini di questo tipo con

un preciso inventario di prodotti da individuare e acquisire, questa pratica verrà comunque consigliata come esperienza personale degli allievi e risulterà essere un esercizio di concentrazione e selezione per muoversi in un ambiente estremamente eterogeneo, saturo di distrazioni e di materiale inutile al fine del progetto.

3/ Realizzazione del progetto.

Lo sviluppo di abilità manuali insolite parte dalla necessità di saper smontare e estrarre gli elementi utili al progetto e l’eventuale raccolta di parti non immediatamente utilizzabili che diverranno un’ulteriore risorsa di approvvigionamento per il corso.

L’abilità nell’uso di saldatori a stagno, di micro frese Dremel e di attrezzi di uso comune quali cacciavite e pinze per l’estrazione, diventerà altrettanto necessaria quanto la capacità di assemblare le componenti scelte per il progetto.

Filosofia del corso:

Il mondo della formazione, specialmente a livello universitario, particolarmente nel mondo anglosassone, è orientato a premiare la specializzazione estrema, sembra considerare più utile avere personale con conoscenze limitate come ventaglio di possibilità ma con competenze molto approfondite nel settore in cui opera.

Questo principio è fondamentalmente orientato all’occupazione in campo industriale, sempre più esigente nella formulazione di processi tecnologici avanzati e con scarso interesse per la durata dei prodotti sviluppati, normalmente soggetti a una rapida o rapidissima obsolescenza. Volendo fare un esempio, l’I-Phone viene venduto a un numero enorme di persone di estrazioni sociali le più diverse, nonostante il costo elevato, grazie alle rateazioni che le compagnie telefoniche offrono ai loro utenti. Quello che succede è che mentre per gran parte dei consumatori è in corso il pagamento pluriennale di un I-Phone 6, accade che la Apple lanci sul mercato il modello 7, con caratteristiche molto più avanzate del precedente. Ne deriva che un numero esorbitante di consumatori non ha ancora finito di pagare un prodotto che è già obsoleto, (anche se un I-Phone 6 continua a funzionare egregiamente).

Il presente corso si presenta con una filosofia completamente diversa,  si può dire opposta, quello che propone è un tipo di produzione che, non solo non è industriale, ma neanche, in senso stretto, artigianale, si vuole individuare una figura nuova, (senza idealizzarne le possibilità professionali), che sia in grado di produrre manufatti di grande qualità partendo da tecnologie obsolete e senza conoscenze specialistiche.

La figura professionale che proponiamo è naturalmente soggetta a capacità molto eterogenee, dobbiamo in ogni caso confrontarci con manualità, conoscenze pregresse, possibilità economiche o disponibilità di tempo, quindi la possibilità di sperimentare in prima persona, avere hobbies di varia natura meccanica o elettronica eccetera.

Stabilito però un margine di capacità, la composizione tecnico-filosofica di questa figura è compatibile con molte delle attività canoniche dell’eccellenza artigiana, così come lo è, (non solo compatibile, ma necessaria), al mondo delle arti contemporanee, in qualche modo si propone come medicina all’eccesso di specializzazione.

Grazie allo sviluppo che ha avuto in rete il fenomeno del “Video tutorial”, cioè la spiegazione illustrata in

tempo reale della costruzione di apparecchiature autoprodotte da scarti industriali, oppure la semplificazione di procedimenti che normalmente richiedono attrezzature specialistiche di alto o altissimo costo, con strumentazione auto prodotta o facilmente assemblabile con materiali in libera vendita a costi contenuti, l’accesso a procedimenti interessantissimi è mediato dalla volgarizzazione, (in molti casi il termine non è a sproposito), di esperienze provenienti da studi approfonditi.

Naturalmente il rischio è quello della “Tuttologia”, termine che sembra incompatibile con la qualità in senso stretto, ma l’obbiettivo del corso è quello di integrare le capacità e le competenze di qualunque campo, con un senso ecologico, termine che vogliamo usare nel suo senso etimologico, studio, conoscenza della “Casa”, cioè dell’ambiente che ci sta intorno, nel quale viviamo, che oggi è ricco di molte opportunità che normalmente consideriamo danno ambientale.

Queata attitudine che in inglese si chiama “Home hack” o “Life hack”, da home – casa, life –vita e to hack, verbo il cui significato corrente di “smanettare” sul computer va integrato al significato originale di “squartare”, il che ci riporta alla capacità di aprire per prendere ciò che ci sarà indispensabile.

La capacità di vedere in un ventilatore rotto, in un computer obsoleto, in un mobile abbandonato o ingombrante, una risorsa piuttosto che un rifiuto che inquina, non è solo una attitudine morale, ma un’opportunità estetica, un potenziale che può essere espresso in molti modi, il corso di Autoproduzione si prefigge esattamente questo, apprendere la valutazione del potenziale delle tecnologie obsolete e usarle a vantaggio di un progetto di qualità.

Sviluppo, tempi e obbiettivi del corso

Il corso si comporrà di 12 interventi di tre ore, più una presentazione della durata di un’ora, 40 ore totali.

- La prima fase presenterà uno o più progetti, in funzione del numero di allievi, dove si esaminerà il procedimento, si individueranno le fasi di trasformazione, gli strumenti necessari e le risorse applicative in rete. Verranno anche acquisiti i materiali principali del progetto/i, la ricerca in rete di tutorial utilizzabili per il progetto, come ad esempio l’illuminazione a LED e il suo funzionamento, l’uso di alimentatori facilmente reperibili a costo zero e loro eventuale trasformazione, più l’utilizzo di prodotti concepiti per altri scopi.

- La seconda fase sarà caratterizzata dalla preparazione dei materiali, l’eventuale smembramento o disassemblaggio delle parti da riutilizzare, la catalogazione delle parti utilizzabili nel progetto, di quelle utilizzabili in altri progetti e di quelle inutilizzabili, destinate allo smaltimento. Si procederà dunque nel vivo al riconoscimento delle risorse, l’estrazione degli elementi necessari e la predisposizione di questi in funzione del progetto. Questa fase è la più delicata e richiederà un’attenzione particolare al rispetto dei passggi progettuali e alla predisposizione degli elementi nuovi in cui inserire quelli di recupero.

- La terza fase sarà quella realizzativa in cui materialmente il progetto verrà assemblato e concluso secondo standard elevati di finitura.

Il ridotto numero di ore a disposizione non permetterà di affrontare progetti complessi, ma sarà funzionale a comprendere il procedimento del riuso e dell’autoproduzione, la scadenza è inoltre un elemento formativo della professionalità, in quanto rende imprescindibile un rapporto equilibrato tra efficienza e qualità.

Il primo progetto proposto è la trasformazione di un mobile in una vetrina espositiva.

Il secondo progetto sarà la costruzione di una lampada, o la sua trasformazione.

L’interesse di queste due pratiche ha due diversi punti focali, formare una capacità tecnica di assemblaggio di materiali diversi quali il legno o il ferro, e affronta il problema dell’emissione di luce in bassa tensione, quindi ponendo problemi di un’alimentazione elettrica adeguata e una sicurezza nella manipolazione degli elementi usati.

La trasformazione di prodotti preesistenti, inoltre, pone un cambiamento estetico radicale: dalla chiusura, proprietà che privilegia ciò che sta dentro il mobile, si passerà alla visibilità, che mette in primo piano l’osservazione all’esterno del mobile, valorizzandone il contenuto. Nel caso della lampada, il cambio di tecnologia illuminotecnica darà luogo a possibilità estetiche inusuali, come la non visibilità del corpo illuminante, o il suo posizionamento diverso da quello proprio di una lampadina a incandescenza.

Questo tipo di riflessione sarà un leit motiv del corso, in quanto ogni trasformazione e riuso comportano una modifica non solo funzionale ma di significato, così come il concetto di vecchio che caratterizza l’oggetto obsoleto viene mutato in nuovo.

In conclusione, il corso offre un’opportunità a diversi soggetti, professionali o no, di scoprire la libertà di dotarsi di risorse che normalmente vengono affidate ad altri, principalmente a grandi gruppi commerciali, la cui filosofia è “usa e getta”.

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Quest’anno con la classe della seconda falegnami abbiamo  deciso di costruire uno strumento musicale. L’idea o la richiesta è venuta proprio da alcuni allievi interessati agli strumenti a percussione, si è quindi deciso di costruire un Cajon: uno strumento peruviano inventato nel XVIII secolo dagli schiavi che per la difficoltà nel reperire strumenti musicali iniziarono a suonare le cassette della frutta, modificandole nel tempo per migliorare l’acustica.

Noi nel nostro piccolo non avevamo le giuste competenze tecniche per costruire uno strumento musicale a livello professionale, quindi abbiamo coinvolto uno dei migliori percussionisti di Cajon italiano, Vito Miccolis.

Vito Miccolis è un artista ormai riconosciuto in Piemonte, un bravissimo percussionista. Negli anni novanta ha raggiunto l’apice della notorietà con il gruppo ” Tribà”, ma le collaborazioni nelle band torinesi sono state molteplici, peseremo quelle con Fratelli di Soledad, Amici di Roland, Fratelli Sberlicchio, Persiana Jones, Gipo Farassino, Statuto, Mambassa etc…

Ma Vito non è solo un musicista, è anche un conduttore radiofonico, un comico che, sin dai primi anni novanta, ha condotto  trasmissioni su Radio Torino Popolare e poi su Radio Flash, dove ancora oggi interpreta il Dott. Antonio Lo Sappio un personaggio che gli ha portato un grandissimo successo.

Ha lavorato anche ad MTV Italia partecipando alla trasmissione “Kitchen” con Andrea Pezzi e nel 2004 ha recitato nel film “Andata e Ritorno” di Marco Ponti.

Un artista a tutto tondo insomma, che è stato molto gentile a venire a scuola per fare una lezione di tecnologia dello strumento, spiegando la storia del Cajon, oltre che i dati tecnici utili per la sua costruzione.

I ragazzi hanno reagito bene e con interesse ad una lezione diversa dal solito, interagendo  con domande e interventi utili al contesto.

Ora non ci resta che costruire un Cajon a regola d’arte…..Grazie Vito!!!!

CORSO: SPECIALIZZAZIONE DI FALEGNAMERIA – UTILIZZO MACCHINE A CONTROLLO NUMERICO (CNC)


Il percorso formativo porterà i corsisti ad acquisire le necessarie conoscenze tecniche per la programmazione di macchine utensili a Controllo Numerico “CNC” per la lavorazione del legno.

Le competenze acquisite potranno essere spese nei settori della costruzione del mobile, nella progettazione del mobile di design, nel settore della produzione di serramenti e in tutti i settori che usufruiscono di sistemi CAD-CAM.

Durata complessiva del corso: 140 ore.

Frequenza: due lezioni settimanali di 4 ore ciascuna. Fascia diurna.

La formazione sarà basata sull’apprendimento del  software Edicad32 e prevederà anche la formazione a bordo macchina per capire ed elaborare le difficoltà di produzione.

Edicad32 è l’ambiente grafico di Programmazione del controllo Numerico “Genesis Evolution”, espressamente previsto come unità di governo delle macchine per la Lavorazione del Legno, in particolare per Centri di Lavoro multifunzionali rivolti alla personalizzazione dei pannelli di mobili componibili.

L’operatore e conduttore di macchina a CNC sarà in grado di:

  • Leggere, interpretare ed eseguire un disegno con l’uso del software CAD
  • Conoscere le caratteristiche tecnologiche per la lavorazione delle macchine
  • Utilizzare i sistemi CAM per creare i programmi per macchine a CNC
  • Preparare gli utensili (presetting)
  • Eseguire l’attrezzaggio della macchina
  • Gestire le fasi di lavorazione dei pezzi progettati
  • Eseguire programmi di lavoro e gestire fasi di lavorazione a bordo macchina

Struttura percorso: Accoglienza iniziale – Laboratorio informatico (80 ore) – Elementi di CAD3D (40 ore) – Lavorazioni a bordo macchina CNC (20 ore)

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Per maggiori informazioni potete andare a vedere la scheda corso sull’offerta formativa delle sedi di Torino su questo stesso sito, venirci a trovare in Via Pergolesi 119, contattare il n° 011 2055793 o scrivere a torino@scuolesancarlo.org .

Alcuni lavori eseguiti nel corso 2014/2015 Clicca qui

Capolavoro realizzato dal corso serale di falegnameria tenuto dal maestro in ebanisteria Bruno Zanin

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Per saperne di più sul corso  cliccare qui

L’arredamento dell’ufficio di orientamento è stato progettato, disegnato e realizzato dalla 2ª operatori falegnami per acquisire capacità nella costruzione di mobili moderni su misura.

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Notizie dalle sedi

 

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Dal 2001 Capodopera, è la rivista d'Arte e Artigianato, nata dalla collaborazione delle Scuole San Carlo con l'Unione ex Allievi e l'Antica Università dei Minusieri ed edita da Nadia Camandona Editore // Info e abbonamenti »

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