Giovedì 13 novembre c’è il sole: è un buon auspicio dopo giorni di pioggia da depressione caspica.  Mentre camminiamo verso la Provincia, in corso Dante la luce filtra arancione dietro le foglie e mi riscalda un po’. Siamo partiti in anticipo, magari arriviamo tra i primi e possiamo sceglierci i posti migliori: infatti è così. Affacciandomi in Sala Falco, con l’indice puntato al palco intimo a tutti di dirigersi davanti, di sedersi in prima fila, ma interiormente temo il boato dei No prof noi ci sediamo qui (in ultima fila, lontanissimi) o, in alternativa, una defezione tipo topi in fuga per dileguarsi nelle retrovie. Per magia nessuno protesta. Ci sediamo.

Luigi Ballerini si presenta, risponde alla domanda di Anna Parola che conduce l’incontro offrendogli l’occasione di rompere il fantomatico ghiaccio. Solleva la copertina di “Click!”, il romanzo che anche noi abbiamo letto; quello per cui siamo qui. Osservo accadere davanti a me l’insperabile: al Ci sono domande? Rivolto al pubblico e nel silenzio tombale, Lucio alza la mano, pone la prima domanda; poi forse interviene Simone; poi Kevin; Lorenzo; poi Florina; anche Andrea; i punti interrogativi si sollevano dalle nostre prime file come bolle di sapone e Luigi li raccoglie, risponde, approfondisce, parla di sé, del come sia diventato scrittore, perché scrittori non si nasce ma si diventa: e questa affermazione diventa un postulato a cui adesso crediamo tutti e soprattutto io sento il desiderio di scrivere subito una storia, imprestando i miei sentimenti a un personaggio qualsiasi, sentendomi forse un po’ più alleggerita, forse un po’ più libera.

Così Luigi ci innamora con la sua onestà, con la sua profonda umanità.

È vero che, come ci dice Luigi, spesso si pensa allo scrittore come a “un mucchietto di ossa” sepolto in una tomba da almeno due secoli; perciò trovarci davanti all’autore delle pagine che appena ieri abbiamo finito di leggere, poter dialogare con lui, ascoltarne la voce, diventa un’esperienza quasi esoterica: possiamo chiedergli i nostri Perché…ad esempio perché ha scelto proprio quel finale? E come ha scelto i nomi dei personaggi? In quale di loro si è rappresentato maggiormente?… e il processo funziona anche al rovescio, perché lo scrittore ad esempio può chiederci quale finale preferiamo (chiuso o aperto?), vorrebbe avere il nostro parere su ciò che scriverà.

Tutto adesso è vero, è palpabile: lo scrittore vivente, non il suo fantasma, in piedi davanti a noi e che, tanto per smontare un ulteriore stereotipo, benché sia autore di libri non è soporifero; ma adesso anche le pagine di Click sono vive e pulsanti: ci sono una storia e una scia dietro a ogni personaggio, c’è il cuore dello scrittore che dopo averli partoriti li ha in qualche modo contaminati di sé, animandoli poi di una vita propria. Siamo diventati tutti un po’ Cesare stamattina: io per prima, con i miei infiniti sensi di inadeguatezza che soltanto da settembre a oggi mi hanno affogata con altrettanti stratagemmi. Così mi sono sentita dare a me stessa una pacca sulla spalla, dicendomi:Ok, c’è questo grumo di paure informi che terrei nascosto sotto tonnellate di terra, ma posso farcela, voglio dirmelo, voglio credere che valga la pena di avere fiducia in me stessa, almeno per un po’.

Perciò custodisco con avidità ogni singolo momento della nostra mattina in compagnia di Luigi e di Anna, perché ricordi a me stessa e ai prodi sancarlini la forza di questa alchimia: l’incontro con un libro sfogliato, letto e condiviso; la sintonia con il suo autore; ma soprattutto il dono del suo messaggio, perché diventi anche nostro, metabolizzato come una proteina che contribuisce a nutrirci. La bellezza di essere noi stessi, con tutti i colori, con tutte le note visibili e invisibili; nel rispetto di tutte le nostre sfumature possibili.

      

Alla quindicesima edizione della Fiera nazionale del Marrone,  che si è svolta dal 17 al 20 ottobre 2013, non potevamo di certo mancare!

Per 4 giorni il centro storico di Cuneo nel centro storico del capoluogo (piazza Galimberti, via Roma, largo Audiffredi, piazza Torino, piazza Virginio, via Santa Maria, Piazza Europa) si è riempito, al ritmo scoppiettante dei môndaj, di una moltitudine di colori, profumi e sapori, con centinaia di espositori provenienti da ogni parte d’Italia.

Oltre ai momenti esclusivamente enogastronomici, la Fiera offrirà ampio spazio anche all’artigianato d’eccellenza, a cui si affiancano laboratori didattici, iniziative culturali, proposte turistiche, mostre e spettacoli.

Nel “Padiglione Legno” alcuni nostri operatori ed ex-allievi sono stati a disposizione per mostrare i lavori svolti e offrire informazioni sui nostri corsi.

L’ente strutturale del Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali, ITALIA LAVORO, attua ,in collaborazione con il nostro Ente, il

Programma AMVA – “Apprendistato e Mestieri a Vocazione Artigianale”

con l’obbiettivo di avvicinare i giovani disoccupati/inoccupati tra i 18 ed i 28 anni di età alle Botteghe con TIROCINI SEMESTRALI al fine di favorire la trasmissione delle competenze e migliorare l’occupabilità e l’occupazione dell’intero territorio nazionale.

Il progetto prevede un massimo di 18 mesi di tirocinio tutorati dall’ente ITALIA LAVORO e 40 Ore di formazione GRATUITA.

È prevista per ogni tirocinante una borsa di studio mensile di 500/00 euro.

Per le candidature è possibile collegarsi, entro il giorno 5 novembre, al sito di Italia Lavoro http://www.italialavoro.it/wps/portal/amva e procedere con la compilazione del curriculum in formato europeo fornito. E’ richiesto anche l’allegato della Dichiarazione Sostitutiva di Disoccupazione.

Per maggiori informazioni è possibile contattare le nostre segreterie.

Grazie alla bravura degli insegnanti sostenuta dall’interessamento e dalla voglia di imparare degli alunni,  i due corsi LABORATORI SCUOLA FORMAZIONE realizzati con ragazzi delle medie della Provincia di Cuneo stanno andando benissimo.

Ecco alcune foto dei ragazzi.

Intervista alla responsabile di sede e al prof. di laboratorio della sede di Cuneo e Boves in occasione della partecipazione allo stand alla GFE 2011

 

Notizie dalle altre sedi

 

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Dal 2001 Capodopera, è la rivista d'Arte e Artigianato, nata dalla collaborazione delle Scuole San Carlo con l'Unione ex Allievi e l'Antica Università dei Minusieri ed edita da Nadia Camandona Editore // Info e abbonamenti »

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